IL LIBERO MARINAIO CORTO MALTESE

inserito il 28 04 2021, nella categoria Oltre le colonne

“Favola di Venezia”, titolata da Hugo Pratt in arabo ““Sirat Al Bunduquiyyah” (dopo aver originariamente proposto un altro titolo “Abra Cadabra con Eia Eia Alalà”, più consono allo spirito irriverente dello stesso Pratt) è uno dei più noti romanzi a fumetti aventi come protagonista l’enigmatico marinaio Corto Maltese.

In questa storia lo stesso Corto Maltese rivela la sua appartenenza alla massoneria, e tutta la vicenda della “Favola di Venezia” si sviluppa all’interno delle logge veneziane, in particolare la loggia Hermes, nella quale lo stesso autore, Hugo Pratt, era stato iniziato poco tempo prima di dare vita a questo thriller storico-esoterico del “Libero Marinaio” Corto Maltese. L’iniziazione di Hugo Pratt risale al 1976, quando aveva 49 anni, mentre la storia a fumetti della Venezia massonica è ambientata nei primi anni ’20, quando ancora non c’era stata la Marcia su Roma, il fascismo stava crescendo ma non aveva ancora raggiunto il potere.

La vicenda ha infatti come sottofondo i rapporti fra la massoneria ed il fascismo, rapporti inizialmente di reciproca tolleranza per non dire connivenza, divenuti poi estremamente conflittuali, fino alla messa al bando, nel 1925, di tutte le logge massoniche da parte del regime.

Una dicotomia, quella fra fascismo e massoneria, vissuta intimamente dallo stesso Pratt, il cui padre Rolando Pratt ed il nonno Eugenio Genero, erano stati sia massoni che esponenti di primo piano, praticamente fondatori, del fascismo veneziano.

L’atmosfera del racconto è quella di un periodo storico in cui il fascismo non ha ancora assunto la sua fisionomia totalitaria e violenta, né stava rivelando la sua anima razzista ed anti ebraica.

Ancora c’è chi spera che il fascismo che possa riportare ordine e modernità nella inquieta società italiana, tormentata da ataviche miserie e da sempre più accese lotte di classe.

Aspettative e illusioni destinate ad essere tragicamente deluse, come accade nella parallela parafrasi della vicenda ferrarese narrata da Giorgio Bassani nel “Giardino dei Finzi Contini”, in cui il protagonista appartenente alla borghesia ebrea della città padana, figlio di un medico, naturalmente anch’egli ebreo che ha aderito fin dalla prima ora al fascismo, aspetterà fino all’ultimo che Mussolini possa ravvedersi e salvare lui e la sua famiglia. Sappiamo che questo non avverrà e quale sarà il loro tragico destino.

Nel racconto veneziano di Corto Maltese, alias il massone Hugo Pratt, entra in campo anche un personaggio come Gabriele D’Annunzio (anch’egli massone del 33° Grado) con un ruolo protettivo nei confronto del “Libero Marinaio” Maltese.

Quanto alla posizione dello stesso Corto Maltese nei confronti del fascismo, visto che lo stesso marinaio si trova a battersi contro una fazione squadrista che intende toglierlo di mezzo, si è pensato ad un suo atteggiamento apertamente antifascista, ma questo è probabilmente un’interpretazione un po’ forviante ed esagerata. In realtà Corto Maltese inizialmente non si mostra affatto ostile, anche se poi per una serie di drammatici episodi, finirà per prendere le distanze dagli stessi “fratelli fascisti” presenti nelle logge veneziane, mettendo in guardia gli altri massoni sulla loro infiltrazione, sulle loro trame e sul pericolo che essi rappresentano.

In pratica è una presa di distanza, che trova riscontro anche nella vicenda reale del padre dello stesso Pratt che nel 1922 sottrasse polemicamente la “spada” rituale della loggia (con la quale venivano iniziati i nuovi adepti), spada che lo stesso Hugo Pratt restituì più di cinquant’anni dopo, quando venne a sua volta iniziato nella stesso loggia del padre Rolando.


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