IL “FRATELLO” SEAN CONNERY

inserito il 01 11 2020, nella categoria Oltre le colonne

La notizia della morte del celebre attore scozzese Sean Connery ha destato una vasta eco in tutto il mondo. Anche in Italia televisioni e giornali hanno dedicato intere pagine a commosse rievocazioni della vita e della carriera cinematografica di questo artista, ammirato ed amato ad ogni latitudine e longitudine. Ma nemmeno una parola è stata spesa, almeno dall’informazione italiana, per sottolineare che Sean Connery sarebbe stato anche un massone di alto livello nella sua nativa Scozia.

A dir il vero si tratta di una tesi comunque controversa. Vi sono infatti numerosi blog che ribadiscono l’appartenenza di Sean Connery alla Libera Muratoria, ma nel Regno Unito sembrano mancare tuttora comunicazioni ufficiali, o anche semplici necrologi massonici (come invece ne sono stati pubblicati diversi in Italia) da parte di logge scozzesi o dell’UGLE che è l’organismo più rappresentativo della massoneria inglese.

Nonostante questa incertezza, molti massoni continuano a ravvisare un’istintiva vicinanza con il grande attore scozzese, e per questo lo ricordano con commozione e partecipazione.

Sir Thomas Sean Connery era nato 90 anni fa, esattamente il 25 Agosto 1930, ad Edimburgo. Il padre era un camionista, la madre una cameriera. La morte l’ha colto lo scorso 31 Agosto 2020, nella sua villa di Nassau nelle Bahamas. Non recitava più dal 2003, quando si era ritirato dalle scene, pare al sopraggiungere dei primi sintomi di una malattia cerebrale che l’avrebbe poi consumato nel tempo.

Ritenuto da sempre un sex-symbol (già da quando giovanissimo, nel 1953, era giunto terzo al concorso di Mister Universo) ha saputo abbinare al fascino fisico, che ha conservato fino in tarda età (nonostante una precoce calvizie), una notevole capacità espressiva come attore, frutto anche di una cultura non comune accumulata nel tempo (cultura alla quale non sarebbe certo estranea l’esperienza massonica).

Ha vinto un Premio Oscar (interpretando il poliziotto irlandese Malone nel film “Gli Intoccabili”, 1987), tre Golden Globe, e due Premi Bafta (tra cui quello per il personaggio di Guglielmo da Baskerville nel “Nome della Rosa”, 1986).

Ma la parte che gli ha dato la prima e più duratura fama è stata quella di James Bond, alias agente 007, nei primi cinque film della saga ideata da Jan Fleming, a partire dal 1962.

C’è una strana coincidenza massonica nella parte che gli ha dato per prima fama mondiale, quella dell’agente 007, che in realtà aveva avuto un lontano antecedente storico, dal momento che quella stessa sigla numerica, 007, ai tempi della regina Elisabetta I, nel XVI secolo, era stata attribuita, sempre come spia della corona, al matematico, alchimista, astronomo e massone John Dee.

Un’altra impareggiabile parte massonica, Sean Connery l’ha sostenuta nel film “L’Uomo che Volle Farsi Re”, diretto da John Huston nel 1975 e tratto dall’omonimo racconto del fratello massone Rudyard Kipling (1888), in cui Connery interpreta, assieme a Michael Caine, la figura di un soldato britannico che riscopre l’origine della massoneria e l’antico tesoro di Alessandro Magno fra le montagne del Tibet.

Al di là della sua carriera cinematografica, Sean Connery si è sempre molto impegnato per l’ambiente e per l’indipendenza della Scozia, sostenendo con particolare vigore, ed anche con generosi contributi economici, il Partito Nazionale Scozzese soprattutto in occasione del referendum indipendentista del 2014. Una fede, quella per la Scozia, che aveva impresso anche sulla sua pelle, con un tatuaggio, “Scotland Forever”, che si era fatto incidere giovanissimo sul braccio destro, durante il suo servizi militare volontario nella Marina Britannica.


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