IL “PRIMO INIZIATORE”: UMANO O DIVINO?

Una delle missioni dichiarate della Massoneria sembra essere costantemente il disvelamento di ogni esercizio abusivo del Divino, pur riconoscendo, anzi ricercando e valorizzando, tutti gli aspetti positivi che derivano dagli insegnamenti etici delle grandi guide spirituali dell’umanità, da qualsiasi latitudine religiosa essi provengano.

inserito il 21 11 2018, nella categoria Esoterismo, Iniziazione, Religione, Tavole dei Fratelli

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Tavola del fr:. A:. Mu:.

Una grande e fondamentale questione si pone alla base di ogni riflessione/deduzione sul tema dell’origine e dell’evoluzione umana, sia materiale/genetica sia spirituale, ed è a mio avviso la natura stessa del Segreto ovvero la sua vera origine e la sua trasmissione per via iniziatica.

La suddetta questione rimanda infatti alla natura del Primo Iniziatore: divino od umano?

Ogni tentativo di rispondere a questo interrogativo non sembra sfuggire da una ineluttabile ambiguità, che vede coincidere sotto la stessa volta stellata della massoneria e dei suoi Riti diverse sensibilità e diversi percorsi nella ricerca della Verità Fondamentale che si ritiene celata nel/dal Segreto Reale.

Va da sé che se la parola perduta per “decifrare” il vero segreto dell’Antica Tradizione (ammesso e non scontato che vi sia un’unica Tradizione) fosse stata comunicata agli uomini da un’entità Divina, la sua ricerca difficilmente potrà prescindere da una sostanziale accettazione fideistica di un Mistero che va ben oltre la nostra capacità di “vocalizzarlo”, di rappresentarlo cioè in qualsiasi linguaggio umano, e rende perciò necessaria soprattutto la raffinazione (iniziatica) delle nostre capacità immaginative legate all’Intuizione.

Se riteniamo al contrario che il Segreto Originale (che oggi più che mai sembra unire esoteristi e scienziati nella tumultuosa ricerca della “Teoria del Tutto” alla base della nostra esistenza e di quella dell’intero Universo o dei plurimi Universi in cui fluttiamo) sia un’elaborazione di uno spirito e di una mente umana, beh in tal caso la nostra ricerca, il nostro Vitriol, dovrebbe scavare essenzialmente dentro di noi (uno scavo antropologico) per scoprire gli elementi che ci hanno emancipato dalla nostra condizione animale fino a proiettarci oltre le stelle, oltre il visibile, in una dimensione che abbiamo definito e percepito come “il Divino”.

Ebbene se il Divino l’abbiamo inventato noi (noi, uomini), allora il Segreto di questa creazione sarebbe comunque alla nostra portata, anche se verrebbe da pensare che la parola perduta o la chiave spezzata possano essere state deliberate infrazioni, anch’esse di natura umana, da parte di individui o gruppi sociali intenzionati a sfruttare la conseguente incomunicabilità “divina” del Segreto per ergersene a depositari ed unici interpreti. Così assieme all’idea di Dio sono nati lo Sciamano, il Prete, e varie forme di controllo sociale e di potere “dell’Uomo sull’Uomo, nel nome di Dio”.

Una delle missioni dichiarate della Massoneria (in particolare del Rito Scozzese) sembra essere costantemente il disvelamento ed il contrasto di tale esercizio abusivo del Divino, pur riconoscendo, anzi ricercando e valorizzando, tutti gli aspetti positivi che derivano dagli insegnamenti etici delle grandi guide spirituali dell’umanità, da qualsiasi latitudine religiosa essi provengano.

Una teoria mi ha sempre colpito: è quella che attribuisce la nascita del concetto di Dio al più antico amico dell’Uomo, il Cane. La teoria allude al fatto che in origine all’Uomo era precluso il sonno profondo e la capacità di sognare, in quanto era costretto ad una sorta di dormiveglia animale, costantemente vigile per sottrarsi al pericolo di essere assalito e divorato dai predatori notturni. La capacità di sognare si è sviluppata quando si è instaurata la prima alleanza per la caccia fra il clan umano ed il branco dei lupi o degli sciacalli (gli antenati dei nostri cani). Quando i lupi hanno cominciato a riposare accanto al clan umano, hanno assolto anche al compito di vigilare su di esso, avvisandolo con i propri latrati in caso di minaccia.

Cominciando a sognare l’uomo ha cominciato a popolare il suo inconscio di immagini, idee, concetti, che traevano certo spunto dalla realtà, ma riuscivano anche a trascenderla. Ed è da questo che probabilmente è nata l’Arte ed è nato anche il concetto di Dio e del Divino…

Non a caso proprio il Sogno è stato il “media” più ricorrente dei messaggi fra il Dio e l’Uomo in tutte le principali religioni “rivelate”, ebraismo, cristianesimo e islam.

Solo che anche nel caso dei Sogni sembrerebbe che il Grande Iniziatore Divino abbia sempre preferito frapporre fra sé e l’Uomo intermediari angelici, il più delle volte l’Arcangelo Gabriele che non solo trasmise il più straordinario annuncio iniziatico ad una povera ragazza di nome Maria (si pensa allora appena 16enne) che sarebbe divenuta madre genetica di Gesù e dell’intero Cristianesimo, ma sarebbe stato sempre lui, Gabriele, anche a trasmettere al giovane Maometto il verbo di Allah tradotto poi nel Corano. Impresa non facile del momento che alle prime apparizioni dell’Arcangelo Gabriele lo stesso Maometto pare fosse analfabeta.

Sembra quasi che nelle modalità intermediate di trasmissione delle parole sacre – in forma di sogno, di voce tonante, di roveti ardenti, eccetera –  ci sia sempre comunque una precisa volontà di ingarbugliare le cose, di creare un’intercapedine, una soluzione di continuità, che separi comunque l’Umano dal Divino, relegando quest’ultimo in una dimensione di Mistero accessibile solo per traslati fideistici, al di fuori di ogni razionalità. Ed in questo trovano spazio e funzioni tutte le Grandi Chiese.

Niente mi toglie dalla testa, però, che ad immettere nella mente umana, nel suo Inconscio Collettivo, gli archetipi ed i simboli del Divino, sia stata soprattutto la visione delle stelle, del firmamento, del suo ineffabile mistero. Ed in questa “trasmissione” vedo appunto una possibile origine del Segreto. In fondo il Mistero delle Stelle è ancora oggi una delle più forti ispirazioni dell’avventura e dell’esplorazione umana oltre i suoi limiti: seguendo le costellazioni sui mari oltre le colonne d’Ercole, ricercando nuove terre oltre il nostro sistema solare e la nostra galassia.

In fondo quello delle Stelle ci appare ancora oggi se non il messaggio diretto di un Grande Architetto, la più evidente manifestazione di una Grande Architettura che certamente trascende la condizione umana, ma al tempo stesso la  chiama a farne parte. La Grande Anima che raccoglie tutte le nostre piccole anime.

Non a caso il tetto di ogni loggia massonica è rappresentato da una volta stellata.

Ho detto

A:. Mu:.

21 Novembre 2018

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