MUSICA E MASSONERIA

La scrittura della musica si presta bene alla trasmissione di contenuti simbolici da mantenere velati ai profani. Come le parole che risuonano nel tempio, anche la musica è capace di generare emozioni perfettamente concordanti con i contenuti simbolici veicolati all'ascoltatore sensibile.

inserito il 03 10 2018, nella categoria Arte, Simbolismo, Tavole dei Fratelli

“La musica si fonda sull’armonia fra cielo e terra, sulla concordanza fra il torbido e il chiaro.” H.H.

Mozart

Tavola del fr:. M:. Cr:.

I Pitagorici avevano notato che le vibrazioni delle corde producono note armoniose quando i rapporti fra le loro lunghezze sono numeri interi.

La musica è certamente un insieme di suoni che possono dare origine all’armonia ovvero alla sua antitesi che è il caos sonoro, così presente nel mondo profano.

La comprensione della bellezza e dell’armonia sono momenti di un atto conoscitivo che ha come fine l’espansione della nostra conoscenza. Tra i simboli che maggiormente stimolano alla riflessione sicuramente è presente la musica.

Nella storia della nostra istituzione molti fratelli sono stati musicisti. Tutti hanno trasferito la simbologia massonica nelle loro opere, credendo che le nostre risposte emotive agli stimoli estetici avessero una notevole stabilità in popolazioni ampiamente divergenti.

Nella scrittura musicale il tempo, suddiviso in “battute“, viene stabilito all’inizio del brano musicale e resta generalmente lo stesso fino alla conclusione dello spartito. I tempi più diffusi sono quelli di 4/4 o 2/4; sono però molto impiegati anche tempi “dispari” come 3/4 (il tempo del valzer e della polka, ballabile per eccellenza), 3/8, 5/8 oppure 7/8. Naturalmente, tempi dispari potrebbero suggerire interpretazioni simboliche; ad esempio, sembra che Mozart abbia usato più spesso il tempo 3/4 nelle composizioni legate al mondo massonico, piuttosto che nel resto della sua produzione musicale.

flauto magico

In ambito più specificamente massonico, la musica può riprodurre dei “ritmi di bussata” rituali. Molti commentatori entusiasti hanno riconosciuto ritmi di bussata anche in composizioni “profane” di Mozart, ogni volta che venivano proposti tre accordi uguali in rapida successione a distanza uguale l’uno dall’altro. In realtà, l’esame del libro dei rituali usato dalla Loggia cui apparteneva Mozart, che è giunto fino a noi, mostra che il ritmo di bussata impiegato all’epoca era costituito da due colpi brevi ed uno lungo; un ritmo di questo tipo, di più chiaro significato simbolico, si trova ad esempio nel Flauto Magico.

La scrittura della musica si presta bene alla trasmissione di contenuti simbolici da mantenere velati ai profani. Quando viene eseguito un brano di musica, gli ascoltatori percepiscono il suono, mentre l’esecutore vede anche la scrittura musicale; un musicista esperto che ascolti il brano, anche senza vedere la partitura, può comunque ricostruirsene un’immagine visiva. Eventuali immagini create con le note sul pentagramma possono essere quindi percepite soltanto da una piccola minoranza di “iniziati“, pur essendo il suono della musica accessibile a tutti: una situazione particolarmente stimolante per autori che volessero trasmettere significati esoterici.

flauto magico tempio

Come un massone “cammina” veramente sul pavimento a scacchiera dell’esistenza e sulle tendenze contrastanti della sua natura più materiale, sul pentagramma  le note vengono segnate con simboli diversi in base alla loro durata.

Note

Le note “chiare“, che hanno durata di 2/4 o 4/4, possono essere utilizzate come espressione della Luce (e quindi del sovrannaturale, della gioia, del divino, del sacro), mentre le note “scure” (1/4, 1/8, ecc.) possono indicare le Tenebre (e quindi il naturale, il dolore, la materia, il profano). Un uso di questo tipo è presente nell’aria già citata del Flauto Magico di Mozart, in cui il sol celeste” del clarinetto e del flauto è l’unica nota “chiara” che si erge sul contesto delle note “scure” degli altri strumenti.

La tradizione iniziatica di tutti i tempi ha lavorato incessantemente per lo sviluppo dell’ intuizione collettiva. Come il Tempio è alimentato dall’energia di tutti coloro che prendono parte alla “Tornata”, imparando a leggere la coscienza dei Fratelli come fosse uno spartito, anche nella scrittura musicale riconosciamo altri simboli chiamati legature: tratti che uniscono due note vicine, che indicano che devono essere eseguite in continuità l’una con l’altra.

Questi segni sono utilizzati da Mozart come simboli di amicizia e di fratellanza. Con lo stesso significato, Mozart impiega anche le terze parallele: successioni di note disposte a due voci, ad intervallo di terza l’una dall’altra e perfettamente parallele. Nella cantata “L’immenso Universo onora il suo Creatore” Mozart accompagna le parole “Amatevi, amate voi stessi ed il vostro fratello!” con una grande profusione di legature e terze parallele.

flautomagico stelle

La tonalità esoterica per eccellenza, il mib maggiore, è stata impiegata da Mozart anche per un’altra sua celebre composizione, la Marcia funebre massonica in Do minore. Questa sua qualità deriverebbe dal fatto che, all’inizio di ciascun rigo sono segnate tre b, disposti a formare un triangolo.

La sopra citata Marcia funebre massonica in Do minore, composta da Mozart in occasione della morte di due suoi fratelli di Loggia, oppure, secondo altri, come musica di accompagnamento della cerimonia di passaggio al terzo grado della Massoneria, si apre con un accorato richiamo dei fiati, sui quali si inseriscono gli archi disegnando una malinconica ed aerea melodia. Tutto, in questa apertura solenne, esprime il dolore composto, la tristezza e la nostalgia evocate dalla morte di una persona cara. Poi, con un movimento ascendente di grande vigore, di nuovo introdotto dai fiati e seguito dagli archi, si apre una prospettiva più serena, quasi a trasfigurare la morte in una occasione di crescita e di contatto con l’infinito: al composto dolore fa seguito un altrettanto composto sentimento di espansione. Le due modalità emotive si alternano e si intrecciano nel corso dello svolgimento, legandosi tra loro in maniera sempre più profonda, fino a chiudersi in un fiducioso accordo conclusivo. Questo pezzo è ricchissimo di spunti simbolici (dalla tonalità alla strumentazione, dal ritmo agli intervalli armonici). Eppure, niente meglio di un ascolto attento comunica l’umanità e la spiritualità, la grandezza di vedute, la serenità davanti alla morte, che Mozart intendeva trasmettere quali elementi del suo percorso massonico.

La capacità dei grandi artisti di produrre opere di straordinaria intensità anche seguendo regole apparentemente molto rigide è stupefacente. Prendiamo ad esempio L’Arte della Fuga, composta da Bach tra il 1749 ed il 1750.

Questa affascinante composizione è regolata da precisi rapporti numerici (nella scansione dei tempi, così come negli intervalli armonici), che hanno fornito nel corso dei secoli lo spunto per molte speculazioni numerologiche. Bach si è anche divertito ad inserire, in questa creazione, altri elementi simbolici: ad esempio, ha apposto la sua firma in maniera ricorrente nello spartito componendo il proprio nome con le note musicali. Nel mondo tedesco ed in quello anglosassone, per indicare le note musicali, anziché i nostri doremi, ecc., si impiegano le lettere dell’alfabeto. Nell’ Arte della Fuga, si trova più volte la successione si – la – do – sib, che corrisponde a B-A-C-H.

Forse il sentimento che mi ha iniziato allo studio del pianoforte mi accompagna anche durante i lavori rituali, dove si potrebbe pensare che la rigidità della forma, lungi dall’ostacolare l’espressione di libertà, fornisce invece una cornice all’interno della quale l’interiorità si può esprimere in maniera più piena.

Come le parole che risuonano nel tempio, anche la musica è capace di generare emozioni perfettamente concordanti con i contenuti simbolici veicolati all’ascoltatore sensibile, anche se questi resta del tutto ignaro del loro possibile significato esoterico. Forse il miglior modo per imparare e conoscere il significato più profondo della musica è proprio quello di ascoltarla con cuore aperto, cosi come con cuore aperto si ascoltano le parole dei Fratelli di loggia.

Ho detto

M:.Cr:.

3 Ottobre 2018

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.

 

 


1 Comment for this entry

  • Dario

    Salve e grazie per l’articolo.
    Ho un suggerimento e una nota.
    Il suggerimento: non ho trovato quasi nient’altro che Mozart in tutti i siti che parlano di massoneria e musica. Ma non esiste solo lui. Sarebbe interessante approfondire e ampliare.
    La nota: la polka é basata su ritmo binario, non ternario; qui é erroneamente accostato al Valzer. Si intendeva forze la Mazurka?
    Un saluto
    Dario, Danimarca

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