1717-2017: TRECENTO ANNI DI MASSONERIA TRECENTO ANNI DI ANTIMASSONERIA

Dobbiamo andare fieri di ciò che siamo…se così non fosse, allora davvero saremmo solo dei personaggi bizzarri, inutili e naïve. Se vogliamo che cessi la “persecuzione” occorre perseverare lungo la strada già tracciata con la diffusione nella società del metodo massonico, sul piano culturale mediante incontri, dibattiti, confronti. L’antimassoneria va combattuta con l’esempio, il nostro, con lealtà, perseveranza e coraggio, senza mai dimenticare chi siamo.

inserito il 19 01 2018, nella categoria Tavole dei Fratelli

Antimassoneria

Tempio massonico devastato dalle squadracce fasciste

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Tavola del fr:. S:. Man:. Gran Rappresentante del G:.O:.I:.  – Garante di Amicizia

Il 24 giugno del 1717, a Londra presso l’osteria Goose and Gridiron quattro Logge londinesi si univano tra di loro creando il primo embrione della Gran Loggia Unita d’Inghilterra: nasceva la moderna massoneria (anche se il processo di trasformazione era già iniziato verso la fine del XVII sec.), o meglio prendeva forma la massoneria speculativa che si distaccava da quella più propriamente operativa o di mestiere legata alle gilde dei costruttori.

Questa “nuova” interpretazione della massoneria se da un lato porterà a una rivisitazione del messaggio libero muratorio, dall’altra produrrà quasi subito, una sistematica e continua attività persecutoria che si è protratta sino a oggi e che non sembra avere termine.

Si può dire che con la massoneria moderna si sviluppa anche l’antimassoneria che vede già nel 1725, per opera di Samuel Prichard i primi scritti antimassonici con la pubblicazione di Masonry Dissected. Da lì a poco sarà la Chiesa Cattolica, che nel 1738 con la bolla In eminenti apostolatus specula di Clemente XII, promulga la prima condanna, sotto pena di scomunica nei confronti degli appartenenti alle conventicole di Frammassoni. Se un’istituzione quale la Chiesa Cattolica si era scomodata solo pochi anni dopo a emanare una scomunica nei riguardi dei Liberi Muratori era il segno che essi erano visti come un pericolo per il potere costituito al punto che lo stesso pontefice definirà l’appartenenza come un “macchiarsi dell’infamia di malvagità e perversione”.

Rimanendo in tema di Chiesa Cattolica e massoneria, numerosi sono stati i successivi pronunciamenti:

  • 1751: bolla Providas Romanorum di Benedetto XIV
  • 1821: bolla Ecclesiam a Jesu Christo di Pio VII
  • 1825: bolla Quo Graviora di Leone XII
  • 1829: bolla Traditi Humilitati Nostrae di Pio VIII
  • 1846: bolla Qui Pluribus di Pio IX
  • 1864: esortazione apostolica Multiplicer Inter di Pio IX
  • 1869: documento Apostolicae Sedis di Pio IX
  • 1884: bolla Humanum Genus di Leone XIII
  • 1892: bolla Inimica Vis di Leone XIII
  • 1917: è promulgato il Codice di Diritto Canonico di Benedetto XV, in cui è contenuta la scomunica ai Massoni

Citiamo poi altre testimonianze come ad esempio gli scritti del gesuita Barruell Memorie per servire alla storia del Giacobinismo che contribuirono in maniera decisiva a instillare nella mente delle persone più o meno colte dell’epoca, il germe del sospetto, dell’odio e del pregiudizio.

La Chiesa, in meno di 180 anni, ha prodotto una serie incredibile di documenti aventi tutti come filo conduttore, la condanna unica, senza riserve, aggressiva e assoluta della massoneria.

Leo_TaxilGrande scalpore e seguito ebbe poi la vicenda di Leo Taxil (il grande mistificatore, come venne soprannominato) con la pubblicazione (dal 1887 in poi),  dei suoi scritti antimassonici, che vennero da lui stesso in seguito ritrattati. Per quanto si tratti di un grande falso, ebbero però (le sue opere) il merito di consolidare in buona parte dell’opinione pubblica, o di quella comunque più legata agli ambienti cattolici, l’idea che i Massoni erano adoratori del demonio e altre amenità simili (è uscita recentemente una nuova edizione del libro più famoso di Taxil, Storia segreta della massoneria con l’introduzione di Claudio Bonvecchio, Ed. Jouvence).

Non va però ignorato che l’epoca in cui queste prese di posizione sono concepite è contraddistinta da sconvolgimenti sociali e politici che mutano la società in maniera importante: l’Illuminismo, la Rivoluzione americana e francese, il Risorgimento in Italia, il socialismo e il comunismo con la nascita del concetto di lotta di classe, l’avvento dell’era moderna con l’industrializzazione e la sempre più diffusa fede nel Positivismo. Infine, ultimi ma non meno importanti, la perdita del potere temporale del Papato e la Prima Guerra Mondiale hanno contribuito allo svilupparsi e diffondersi del pensiero Libero Muratorio nel mondo, quello occidentale in particolare. D’altro canto va fatto notare come il continuo atteggiamento anticlericale, a tratti anche aggressivo, delle classi sociali aderenti alla massoneria (soprattutto della borghesia) ha facilitato l’inasprimento del divario e delle incomprensioni.

Bisogna aspettare oltre cento anni e arrivare al 1983 perché la Congregazione per la Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio) e il Nuovo Codice di Diritto Canonico, tolgano la parola “scomunica”  che comunque perdura, riferendosi ai Massoni pur rimanendo “immutata la sentenza negativa della Chiesa sulla massoneria  e che i Cristiani che sono iscritti alla massoneria versano in peccato mortale e non possono accedere ai sacramenti”, un piccolo passo in avanti forse specchio dei tempi.

Le origini di questa disputa sono sia di origine dottrinale, essendo i principi della massoneria in chiaro contrasto con la dottrina della fede che di tipo più propriamente politico vista la negazione di qualunque tipo di potere temporale del Papa o d’ingerenza della gerarchia ecclesiastica nel governo della cosa pubblica. Confinare però l’antimassoneria a un contrasto con la sola Chiesa Cattolica sarebbe oltremodo riduttivo e antistorico.

Da molte altre parti difatti si sarebbe levata alta la voce e non solo quella contro la Libera Muratoria; si pensi a quanto prodotto dai regimi autoritari quali fascismo, nazismo e comunismo nell’osteggiare con il sangue e la violenza, la diffusione del libero pensiero. Non vanno trascurate le nefandezze e le atrocità commesse dai regimi di destra in Europa, da quello fascista in Italia a quello nazista in Germania (ricordiamo che il simbolo che oggi fieramente esponiamo sulle nostre giacche è proprio il non ti scordar di me) con le deportazioni, le torture, l’emarginazione e i campi di sterminio. Poi in Francia con il regime di Vichy, in Romania, Spagna e Portogallo o in Grecia con il regime dei Colonnelli negli anni settanta del XX secolo; o come non pensare al Fratello Salvador Allende in Cile, vittima del golpe filoamericano in chiave anti socialista.

Se è comprensibile il perché i regimi di destra osteggiarono la massoneria, meno chiaro, almeno apparentemente, appare l’avversione del comunismo, considerato che sia Marx che Engels mossero i primi passi proprio in ambito massonico.

A fare chiarezza su questo punto citiamo il testo da un articolo di Marco Novarino su “Massoneria Oggi” (Anno V n. 3 Giu/Lug 1998):

Nell’ampio arco dei movimenti e delle istituzioni politiche, sociali e religiose che si opposero alla massoneria speculativa a partire dalla sua nascita, l’antimassoneria dei movimenti socialista e comunista rappresentò una parte minoritaria se confrontata con la conflittualità della Chiesa cattolica e della destra fascista.

L’antimassoneria di sinistra, fino al secondo dopoguerra, nasceva dalla convinzione che la natura interclassista della massoneria nuocesse alla causa del proletariato e che pertanto dovesse essere contemplata l’incompatibilità tra socialisti e massoni.

Questo articolo è stato poi ripreso e pubblicato aggiornato sulla rivista del GOI, Massonicamente n. 8 genn-apr 2017 a cui si rimanda per ulteriori approfondimenti.

La persecuzione della massoneria sarà poi mantenuta e sviluppata in tutti i Paesi che gravitavano nella sfera dell’URSS (unica clamorosa eccezione, Cuba probabilmente per il carattere di popolo che l’istituzione aveva sempre avuto nell’isola e che impedì a Castro –intelligentemente- di non osteggiarla bensì di tollerarla). Sarà solo con il crollo del Comunismo che la Libera Muratoria risorgerà con forza e vigore nell’Europa post-comunista (un impulso non indifferente lo diede proprio il GOI che, sotto la Gran Maestranza Raffi favorì la rinascita di molte Gran Logge dell’Est). Circoscrivere il fenomeno dell’antimassoneria in poche righe è cosa ardua, tenendo anche conto come abbiamo visto, che si tratta di un sentimento diffuso un po’ in tutto il mondo, con l’eccezione dei Paesi anglosassoni, in primis il Regno Unito e poi gli USA, dove la massoneria ha spesso caratterizzato alcuni dei momenti più rilevanti della loro storia integrandosi nella struttura sociale degli stessi, soprattutto nei livelli più alti.

Proviamo pertanto a focalizzare l’attenzione sul nostro Paese che non ha di certo brillato per tolleranza e comprensione nei nostri confronti.

La componente antimassonica di stampo cattolico è stata sicuramente un elemento di contrasto di importanza primaria che si è poi piano piano introdotta in molti degli aspetti della vita sociale, economica e politica. L’aver dipinto i massoni come mangiapreti, dediti a culti luciferino-demoniaci (esemplare la denominazione di Sinagoga di Satana data da un vescovo tedesco, Leo Meurin nel 1896), sempre pronti a ordire complotti e votati al malaffare con in più il manto della segretezza ha contribuito al perdurare del pregiudizio e del sospetto.

Dal secondo dopoguerra a oggi si sono succedute numerose le prese di posizione contro la Libera Muratoria, in ogni ambito: da quello religioso, a quello politico, culturale e sociale. Cito a tal proposito,  nel 1947 una proposta di referendum per mettere la massoneria fuori legge.

Ma il vero spartiacque arriva nel 1981 quando nella casa del Maestro Venerabile Licio Gelli a Castiglion Fibocchi, vengono scoperti gli elenchi degli iscritti alla Loggia P2. Scoppia lo scandalo P2 che fornisce ai detrattori della massoneria cibo a sufficienza e materia prima cui attingere.

Da allora è stato un succedersi di congetture, attacchi, critiche e chi più ne ha più ne metta, contro i Massoni che sono stati ininterrottamente al centro di ogni malaffare o catastrofe anche naturale. Sempre e comunque la massoneria è stata vista come la longa manu di ogni cosa negativa che capitava nel nostro Paese, tant’è che subito s’insedia una commissione parlamentare di inchiesta sulla P2, la Commissione Anselmi che, nel 1982 promuove e fa promulgare dal Parlamento la  Legge 17 sulle associazioni segrete.

Da allora se ne sono sentite e lette di ogni tipo: il massone in Italia è chi complotta, trama contro lo Stato e le istituzioni, ordisce oscuri intrighi per il proprio tornaconto personale sotto il vincolo del giuramento di mutuo soccorso verso i suoi Fratelli e così via. Insomma, la teoria del complotto pluto-giudaico-massonico per l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale trova terreno fertile e numerosi sostenitori.

Arriviamo al 1992, quando il procuratore di Palmi Agostino Cordova da il via ad un’indagine contro la massoneria che terminerà solo nel 2000 con l’archiviazione definitiva e senza macchia per la Libera Muratoria.

Nel frattempo assistiamo alla promulgazione delle inique leggi regionali di Marche e Toscana che proibivano l’accesso alla pubblica amministrazione degli iscritti a Logge Massoniche (1994, 1995, 1996), leggi condannate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel 2001 e nel 2004. A questo proposito, in tema di leggi ingiuste, va rilevato come un magistrato non possa essere Massone perché sarebbe vincolato dal giuramento di fedeltà verso i Fratelli e quindi non idoneo a giudicare imparzialmente.

Un magistrato Massone prima di tutto è un cittadino dello Stato ed ha giurato fedeltà alle leggi e alla Costituzione e pertanto, in un processo passerebbe chiaramente in secondo piano la sua appartenenza alla Libera Muratoria, specie se chiamato a giudicare un “Fratello” accusato di reati: forse che la sua coscienza di uomo libero e di buoni costumi, come di bravo cittadino e corretto rappresentante dello Stato, lo può mettere in difficoltà di fronte a una tale scelta?  Grave sarebbe e imperdonabile, se si comportasse diversamente.

Nel 2007 parte una nuova indagine, questa volta diretta dal pm Woodcock contro la massoneria più o meno deviata, inchiesta anch’essa chiusa e archiviata.

Ma non è finita, perché tra gli altri attacchi contro la nostra istituzione nel corso degli anni, dobbiamo aspettare il 1 marzo 2017 quando non più il potere giudiziario, bensì quello politico (che nella fattispecie racchiude in se anche quello giudiziario) nella forma della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, meglio nota come Commissione Antimafia, presieduta dall’Onorevole Rosy Bindi, decide di sequestrare gli elenchi degli iscritti di Sicilia e Calabria delle quattro principali Obbedienze italiane nell’ambito di un’inchiesta nata proprio in quelle regioni sui presunti intrecci tra criminalità organizzata (mafia, ‘ndrangheta, ecc.) e massoneria. Ne nasce un altro poco piacevole conflitto tra la massoneria e le istituzioni del Paese che non è ancora terminato. Aggiungo di seguito la proposta di legge numero 4422 (Disposizioni in materia di limiti e dichiarazioni relativi all’appartenenza ad associazioni massoniche o similari) a firma dell’onorevole Fava.

Arrivati a questo punto però dobbiamo fermarci un attimo: dopo avere constatato che la Chiesa e il “mondo” non ci amano perché adoratori del demonio, perché siamo in combutta con gli ebrei e le grandi lobby per il controllo del mondo, che siamo un’oligarchia i cui membri sono tra i più ricchi della Terra, che ci scambiamo favori reciproci in spregio alle leggi dello Stato, che siamo dediti forse anche alla sodomia, che siamo un’appendice della mafia con cui facciamo affari (massomafia), che ci ritroviamo in oscuri templi con buffi paramenti e mettiamo sempre l’aggettivo Grande davanti a tutto; ebbene, alla luce di tutto ciò siamo davvero senza colpa e senza macchia? Siamo quello che diciamo e ci vantiamo di essere: uomini veramente liberi e di buoni costumi? Il bene dell’umanità a cui siamo votati, lo facciamo sul serio oppure fingiamo? Tante altre domande ci sarebbero ma un fatto è che anche noi non ci siamo spesso contraddistinti per la chiarezza, la limpidezza, serietà e onestà che sarebbero state necessarie. Siamo stati troppe volte chiusi e isolati in noi stessi a piangerci addosso ed esaltati nell’autoreferenzialità, facendoci scudo del vincolo della riservatezza/segretezza che ci ha occultato alla società alimentando il pregiudizio che è sempre figlio dell’ignoranza.

Insomma nemmeno noi, che siamo Uomini tra gli Uomini, siamo stati e siamo privi di colpe; lo sappiamo. Abbiamo fatto non tutto, ma qualche cosa di cui ci accusano probabilmente sì. Io però rifiuto e mi opporrò sempre e comunque al binomio criminalità/massoneria: io, noi tutti qui stasera, non siamo criminali, non siamo mafiosi, non siamo delinquenti, siamo solo un gruppo di persone, le più diverse tra loro per censo, nascita, posizione sociale, idee politiche e credo religioso che hanno creduto di trovare in quest’antica istituzione iniziatico-esoterica un qualcosa che li potesse fare stare bene. Un “qualcosa” che li unisse, che sviluppasse in loro idee e pensieri, che li aiutasse, con l’uso del metodo massonico, a crescere mediante lo scambio d’idee, anche se diverse, a diventare un po’ migliori e perché no, a essere utili.

Dobbiamo andare fieri di ciò che siamo…se così non fosse, allora davvero saremmo solo dei personaggi bizzarri, inutili e naïve. Nonostante le difficoltà, nonostante quello che a volte ci ha diviso nelle Logge come fuori (e che ancora ci separa), nonostante quello che si continuerà a dire di noi, io non posso e non voglio mollare o peggio, fare finta di niente. Continuerò a cullarmi nel sogno che “noi possiamo”: possiamo fare, possiamo agire, possiamo contare e possiamo pensare. Se vogliamo che cessi la “persecuzione” occorre perseverare lungo la strada già tracciata con la diffusione alla società del metodo massonico, sul piano culturale mediante incontri, dibattiti, confronti.

Occorre far si che noi si sia palestra di civiltà e laboratorio di progresso perché abbiamo le qualità e le capacità per farlo sviluppando la cultura del dialogo e non quella dello scontro perché questo divide, distrugge e noi abbiamo bisogno di unità e forza. Come la melagrana siamo tanti in uno e siamo un’entità composta da teste pensanti che ragionano arricchendoci nella diversità e nella pluralità.

La massoneria del terzo millennio è massoneria che lavora senza dubbio col vincolo del segreto iniziatico ed esoterico (solo quello!) lungo il solco della Tradizione, con lo studio incessante del simbolismo e con l’utilizzo degli strumenti del mestiere, ma è anche un’istituzione che si fa parte attiva della società e della comunità, che da voce alle richieste degli ultimi come dei propri membri, che non nasconde nulla ma che con orgoglio, a testa alta cammina a braccetto con le realtà più sincere, più trasparenti, più belle della nostra collettività.

Questa, Fratelli è però la mia visione della massoneria o, per dirla in termini moderni, la mia vision e anche la mia mission. In questi trecento anni ciascun Fratello, nell’ininterotta catena d’unione che ci ha portato sino a qui, ha dato il proprio contributo come meglio poteva: siamo liberi di manifestarci oppure no, sarà la nostra sensibilità a farci sceglier cosa è giusto fare, ma io perché sono Massone non sono diverso da chi non lo è, esigo il rispetto così come io rispetto chi non è come me, sempre pronto a confrontarmi e a discutere ma mai disponibile a farmi calpestare.

 

Per il bene dell’Umanità e A:.G:.D:.G:.A:.D:.U:.

S:. Man:.

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Dicembre 2017 e.v.

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