IL “7”, PITAGORA, LA MASSONERIA

Il “7” è l’unico Numero della decade che “è senza madre ed è contemporaneamente vergine”. Il Sette, infatti, non è generato mediante moltiplicazione da nessun numero della decade. E' vergine, cioè sterile, perché non partorisce alcun numero che sia dentro la decina, ossia non è divisore di alcun altro numero compreso fra Uno e Dieci.

inserito il 20 05 2016, nella categoria Numerologia, Simbolismo, Tavole dei Fratelli

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Tavola del fr:. M:. C:.

In un periodo storico così complesso, come l’attuale, la nostra istituzione ha il dovere di mantenere vivo il pensiero pitagorico, avendone ereditato metodo, contenuti, etica e comportamenti.

Il messaggio, trasmesso a tutti gli uomini dal grande pensatore di Crotone, è sempre presente ed ammonitore: l’unico valore dell’uomo è la coscienza, che ci rende dignitosi ed uguali.

Il manoscritto rinvenuto dal Locke (1696) nella Biblioteca Bodleyana e pubblicato solo nel 1748 e che è attribuito alla mano di Enrico VI d’Inghilterra, definisce la nostra istituzione come la “conoscenza della natura e la comprensione delle forze che sono in essa”; ed enuncia espressamente l’esistenza di un legame tra la Massoneria e la Scuola Italica poiché afferma che Pitagora, un greco, viaggiò per istruirsi in Egitto, in Siria ed in tutti i paesi dove i Veneziani (leggi i Fenicii) avevano impiantato la Massoneria. Ammesso in tutte le logge di Massoni, acquistò un grande sapere, tornò in Magna Grecia…e vi fondò una importante loggia in Crotone che Aristotele chiamava appunto scuola italica e dove insegnò, tra le altre cose, anche l’aritmetica e la geometria. Secondo la filosofia di Pitagora le leggi dell’universo sono regolate secondo leggi armoniche e matematiche. Per comprendere ed accedere alla comprensione dell’ordinamento del cosmo occorre ricorrere alla chiave del numero. Il valore del numero assume connotazione binaria; da un lato ferree norme matematiche costituiscono l’universo, dall’altro la cognizione delle stesse può avvenire soltanto attraverso l’accesso privilegiato del suo simbolo per eccellenza, il numero. Pitagora era convinto che ogni ente dell’universo potesse essere descritto mediante un rapporto fra numeri, che caratterizzasse la relazione fra le sue parti. Questa idea gli proveniva forse dalle osservazioni su cui è basata la sua teoria musicale: i Pitagorici avevano notato che le vibrazioni delle corde producono note armoniose quando i rapporti fra le loro lunghezze sono numeri interi. I rapporti fra numeri interi erano detti commensurabili. Gli altri rapporti erano detti incommensurabili, ovvero anche inesprimibili.

Secondo quanto dichiarato da Aristotele nella Metafisica, i Pitagorici consideravano i numeri come le componenti ultime degli oggetti reali e materiali, come lo sono oggi per noi le particelle elementari. Pare addirittura che essi non distinguessero i numeri dai punti geometrici, e vedessero entrambi come minuscole sfere: questa teoria è riassunta nel motto “Tutto è numero”.

Da qui nasceva la convinzione che una volta penetrati i segreti dei numeri, anche i misteri dell’universo e del destino dell’uomo sarebbero stati svelati.

Reminescenze pitagoriche negli “Antichi doveri” sono tracciate anche nel più antico rituale stampato (1724) il quale si conforma a questo riconoscimento del carattere sacro ovvero divino dei numeri dispari, come risulta dai numeri che esprimono le età iniziatiche, dal numero delle luci, dei gioielli, dei fratelli componenti una officina.

L’aritmetica pitagorica raggiunge un grado di elevata perfezione. La teoria dei numeri viene anche legata alle figure geometriche “regolari” (triangoli, quadrilateri, poligoni con più lati) ed i Numeri vengono classificati in base alla loro identificazione con figure di questo tipo (numeri “triangolari”, numeri “quadrati”, ecc…). Porfirio racconta che Pitagora esponeva i suoi insegnamenti mediante simboli, in due livelli, dei quali solo quello dedicato ai matematici era la parte più importante ed approfondita. Tutta l’armonia cosmica era ridotta a rapporti tra numeri interi o addirittura a interi semplici. Tre, Quattro, Sette, Dodici sono i numeri fondamentali del Cosmo.

In particolare il Sette possiede, secondo le parole di Ièrocle, “la dignità della monade in grado secondario”. Ma i Pitagorici ben sanno che non esiste un triangolo rettangolo con lati interi che abbia per ipotenusa Sette, né può esisterne uno che abbia Sette come quadrato dell’ipotenusa; il Sette è quindi l’unico Numero della decade che “è senza madre ed è contemporaneamente vergine”. Il Numero Sette, infatti, non è generato mediante moltiplicazione da nessun numero della decade e non genera nessun numero della decade, cioè non ammette divisori non banali fra i numeri da Uno a Dieci (Sette, infatti, è un numero primo). Per questa ragione quindi il Sette era assimilato a Minerva (la Dea della Sapienza), perché la dea Atena, la Minerva dei latini e degli etruschi non era stata generata, ma era balzata fuori dal cervello di Giove armata di tutto punto. D’altra parte il Sette è vergine, cioè sterile, perché non partorisce alcun numero che sia dentro la decina, ossia non è divisore di alcun altro numero compreso fra Uno e Dieci. E, com’è facile verificare, il Sette è l’unico numero, compreso fra Uno e Dieci, avente entrambe queste proprietà.

Di qui segue anche l’accostamento del Sette alle varie numerologie che riguardano la Saggezza ovvero la Scienza: Sette sono i Saggi dell’antichità, Sette le Arti Liberali, ecc…Si dice: “La sapienza divina non appartiene al mondo della generazione; essa è trascendente, olimpica, umanamente inconcepibile”. Gli umanisti rapportarono spesso Atena – Minerva alle Sette Arti Liberali privilegiando la Geometria.

Nella tradizione ebraica, Sette è il numero dei bracci della Menorah.

In Massoneria i gradini da salire per ascendere all’Oriente sono peraltro Sette e Sette sono i gradini da ascendere nella Camera di Mezzo. Il loro numero è quello delle Sette scienze liberali; l’apprendista è tenuto a conoscere le prime tre, quelle del trivio, scienze puramente umane; il compagno deve conoscere in più l’aritmetica e la geometria; il maestro muratore deve manifestamente conoscere anche le ultime due, la musica e la sferica, ossia l’armonia delle Sette note e l’armonia delle sfere. Sette sono i nodi del nastro ondeggiante che avvolge le colonne del tempio. Sette sono le lettere che compongono la scritta Alla Gloria Del Grande Architetto Dell’Universo. Il Sette, nella creazione delle cose per forza dei numeri, era il numero architettonico per eccellenza, il numero del Demiurgo, di Minerva; doveva sicuramente divenire il numero sacro della Maestranza massonica.

Figlio del Sette e del Quattro, numero perfetto in quanto somma dei suoi divisori, il Ventotto è legato alla lunghezza del Ciclo Lunare perché corrisponde ai quattro periodi lunari, ciascuno di essi attraversato da esattamente Sette cicli diurni. Un famoso dialogo tra Policrate e Pitagora recita: “ Quanti atleti stai conducendo nella tua casa verso la saggezza?”- “Te lo dirò, Policrate: la metà studia l’ammirabile scienza delle matematiche, l’eterna natura è oggetto degli studi di un quarto, la settima parte si esercita alla meditazione ed al silenzio, vi sono in più tre donne, di cui Teano è la più distinta. Ecco il numero dei miei allievi che sono ancora quelli delle Muse”. Il totale è quindi Ventotto, Numero perfettissimo perché somma dei suoi soli divisori: Quattordici, Sette, Quattro, Due e Uno (che corrispondono, infatti, alla metà, al quarto ed alla settima parte del Numero, più le tre donne, di cui una distinta dalle altre due).

Ho detto.

M:. C:.

 

19 Maggio 2016 e.v.


1 Comment for this entry

  • Volha

    Il numero del destino 7. Regressiva dal 54 al 34..matrice 03101983257.
    Fasi di azzeramento.. contemplazione delle esperienze diverse. Russia. Numerologia di Aleksandrov.
    Articolo molto interessante

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