SOLSTIZI ED EQUINOZI: FARI DI ORIENTAMENTO TEMPORALE

Tutte le civiltà del mondo antico davano grande importanza al fenomeno del “mezzogiorno senza ombre”, elaborando una vera e propria Mitologia Astrale, cui si affiancò anche una sostanziale Biologia Astrale, che vedeva nei soltizi ed equinozi pietre miliari nel nostro cielo e nella nostra vita biologica.

inserito il 13 05 2011, nella categoria Astrologia, Astronomia, Mitologia, Scienza, Tavole dei Fratelli, Tempo

Tavola del fr:. G:. S:.

La parola solstizio deriva dal latino sol stetit che significa letteralmente il sole si ferma

Dal nostro punto di vista di osservatori dell’emisfero Boreale il sole sorge e tramonta sempre più a Sud sull’orizzonte a mano a mano che si avvicina il Solstizio d’Inverno, mentre sorge e tramonta sempre più verso Nord quando si avvicina il Solstizio d’Estate (dal punto di vista Australe ovviamente è l’inverso)
In concomitanza dei SOLSTIZI, cioè il 21 giugno ed il 23 dicembre, per alcuni giorni, il sole pare sorgere e tramontare quasi esattamente negli stessi punti: i suoi punti di levata e tramonto sembrano fermi per sei\sette giorni, da cui il nome di SOLSTIZIO.

 A metà fra un solstizio e l’altro, ossia il 21 marzo ed il 22 settembre si verifica un punto di equilibrio in cui gli emisferi Nord e Sud ricevono la stessa quantità di luce solare, ed il giorno e la notte hanno identica durata. Questi sono gli EQUINOZI (dal latino EQUINOX che significa notte uguale).
In queste giornate di equinozio sulla linea dell’equatore, con il sole allo ZENITH non coesistono le ombre, in quanto la perfetta perpendicolarità dei raggi solari sui corpi non può creare alcuna ombra visibile. Lo stesso fenomeno si verifica sulla linea dei tropici in concomitanza con i Solstizi.
MITOLOGIA ASTRALE
Tutte le civiltà del mondo antico davano grande importanza al fenomeno del “mezzogiorno senza ombre” ed attribuivano al fenomeno una valenza magica o divina: non creando ombre, “la luce penetra la Terra fecondandola e infondendo in essa i suoi effetti benefici”.

Nell’Europa celtica così come presso molte altre civiltà antiche, venivano ricordate con cerimonie propiziatorie anche altre feste stagionali: i giorni dei trimestri, così chiamati perché cadono a metà fra un equinozio ed un solstizio.

 
IMBOLC, dalla parola celtica che significa “latte di pecora”cade il 2 febbraio e caratterizzava l’inizio della stagione dell’agnellatura (periodo di filiazione delle pecore). Nella cultura Cristiana corrisponde a Santa Brigida o Candelora, festa della purificazione della Madonna in occasione della quale si benedicono le candele.
Nell’America dei giorni nostri, questo giorno viene ricordato come giorno della marmotta. La leggenda vuole che il 2 febbraio, la marmotta uscendo dal suo letargo si affacci all’uscita della sua tana, se vede la sua ombra proiettata sul terreno allora l’inverno durerà altre sei settimane, se invece c’è nuvolo ed il sole non si vede, allora la stagione invernale sta per finire.

BELTANE o BELTINE cade il l° Maggio era un giorno celebrato con grandi falò in tutta la Scozia, nel Galles, in Svezia, ed anche in Boemia, si danzava tutta la notte attorno ad una pertica infuocata. Ma ciò che è più conosciuto è la notte che precede il l° Maggio conosciuta come Walpurgis Nacht o notte di Santa Valpurga, dove la tradizione vuole che le streghe cavalchino nel cielo notturno spargendo sugli uomini orribili sortilegi.

LUGNASAD cade il l° Agosto ed è la festa del raccolto e della fecondità. Le popolazioni celtiche
dell’Irlanda festeggiavano questa ricorrenza danzando e amoreggiando nei campi, per ringraziare la terra per il raccolto e per doni da essa ricevuti.

SAMAIN (fine dell’Estate) cade il 31 ottobre, è forse la ricorrenza più conosciuta grazie alla tradizione di HALLOWE’EN o vigilia di Ognissanti. Gli antichi popoli Celtici festeggiavano Samain come Capodanno, poichè in realtà, la ricorrenza a quei tempi cadeva i primi di Novembre.

 In queste ricorrenze dei Giorni dei Trimestri, la tradizione popolare sosteneva che il mondo degli spiriti (dell’invisibile), si avvicinava più del solito al mondo degli umani, ed erano giornate vissute con spirito di rinnovamento ma anche di paura per la vicinanza di forze soprannaturali che interagivano con più preponderanza con il mondo dei viventi.

Nella ricorrenza di Hallowe’en gli umani si travestono e si confondono nell’aspetto esteriore con i demoni dell’aldilà con l’intento di camuffarsi fra loro e passare quindi inosservati alla loro presenza, o per meglio dire per esorcizzare la paura.
BIOLOGIA ASTRALE
I Solstizi e gli Equinozi sono delle pietre miliari nel nostro cielo e nella nostra vita biologica.
La NATURA è un ciclo di eventi concatenati fra loro, ripetitivi e mai uguali nei valori che li distinguono, in quanto seppur simili si differenziano per intensità, e quantomeno per la differenza del tempo in cui si rimanifestano.

Il nostro organismo come parte di questa natura è soggetto a quelle variazioni per le quali fu creato
sensibile. Una di queste è l’elettromagnetismo terrestre che varia in funzione della posizione del pianeta Terra nello spazio siderale rispetto ad altri pianeti, stelle, ma soprattutto luna e Sole.
Un’altra variazione alla quale il nostro organismo reagisce è la quantità di luce che riceve dal Sole.

La ghiandola pineale (Epifisi), per esempio, secerne melatonina in maniera inversamente proporzionale alla luce solare che riceve. Nelle buie giornate invernali, questo ormone secreto dall’Epifisi, raggiunge alte concentrazioni nel nostro organismo, ed inibisce la quantità di Serotonina nel cervello creando quello stato di torpore e talvolta di depressione a cui per evidenti ragioni climatiche, sono più soggetti i popoli nordici che fruiscono di poco sole per lunghi periodi.

Al contrario quando le giornate si allungano l’epifisi secerne melatonina in quantità inferiore e quindi la crescente concentrazione di serotonina nel nostro organismo, ci provoca quell’euforia tipica della primavera, con risveglio dell’attività sessuale ed un leggero aumento della temperatura corporea.

 Potremmo quindi concludere che i solstizi e gli equinozi sono dei fari di orientamento temporale della nostra biosfera.

 ARCHEOLOGIA DEL CULTO ASTRALE
Le antiche civiltà intuivano queste manifestazioni biologiche del Tempo e della Luce, ed avevano pertanto in grande considerazione il ciclo del Sole e le sue posizioni nel cielo (rispetto alla terra).
Per meglio dire, la posizione di tutti quanti gli astri rivestiva un segmento molto importante nella cultura delle antiche civiltà, tanto è vero che ai giorni nostri continuiamo a scoprire siti archeològici con immense e complesse architetture costruite specificatamente per studiare i movimenti celesti e l’esatta posizione degli astri e del Sole in funzione del ciclo delle stagioni.

 Le civiltà Maya, Azteche, Olmeche, nelle Americhe, ci hanno lasciato templi orientati sui punti di levata o di tramonto del sole nei giorni solstiziali.

In tutta l’Europa del Nord sono disseminati Menir e Megaliti disposti in posizione sequenziale, altezza dal suolo, angolazione e orientamento, determinati con precisione millimetrica per lo studio del movimento degli astri.

Non per ultimi ricordiamo i grandi monumenti e templi orientati verso gli astri realizzati dagli Egizi, dai Babilonesi, e dai Sumeri, per citare alcune civiltà del medio Oriente.

Ma anche in estremo oriente sia l’antica civiltà Cinese che Indiana, così come la civiltà Kmer e Polinesiana della Nuova Zelanda, di Samoa e dell’isola di Pasqua, ci hanno lasciato imponenti tracce della loro devozione al Sole e agli altri astri.

In molte civiltà scomparse, al ciclo del Sole (generalmente in occasione dei solstizi) erano dedicati riti sacrificali che servivano a placare quegli spiriti del soprannaturale che vivevano nel buio.
Spesso si praticavano riti IEROGAMICI di nozze sacre, che si celebravano con l’unione carnale fra sacerdoti e sacerdotesse, per emulare la fecondazione del principio femminile (la terra) da parte del principio maschile (la luce).

Il Solstizio corrisponde quindi alla fine di un semiciclo ed all’inizio di uno nuovo.
Nelle dottrine orientali lo YIN che lascia posto allo YANG.
Ciò è a dire nella tradizione esoterica occidentale, la morte che lascia il passo alla rinascita.

LE RICORRENZE DEI DUE GIOVANNI
E’ luogo comune e profano, definire l’estate come stagione gioiosa e di trionfo della luce, mentre l’inverno stagione triste e trionfo del buio.
Nella cultura esoterica, si riconosce esattamente l’inverso, poichè noi sappiamo che ciò che ha raggiunto il suo apice non può far altro che decrescere e ciò che ha raggiunto il suo minimo non può far altro che crescere.

Tutti noi che non amiamo soffermarci alla prima evidenza, ma guardiamo oltre e verso il domani, comprendiamo che al solstizio d’estate la luce è al suo apice e non potrà far altro che diminuire, lasciando spazio alla crescita del buio. Di riflesso al solstizio d’inverno le posizioni si invertono specularmente.

Vorrei ricollegare questo passo al Gabinetto di riflessione dove è presente uno specchio, che invertendo l’immagine ricorda al recipendiario il senso rovesciato del dualismo della realtà.

Ne deduciamo quindi che per la tradizione esoterica occidentale, il solstizio d’estate, che nasce sotto il segno del cancro e festeggiato in concomitanza di San Giovanni Battista, apre la porta solstiziale al periodo discendente del sole, mentre il solstizio d’inverno, che nasce sotto il segno del Capricorno e festeggiato in concomitanza con San Giovanni Evangelista, apre la porta solstiziale del periodo ascendente del sole.

Al solstizio d’estate corrisponde la porta degli uomini, mentre al solstizio d’inverno corrisponde la porta degli Dei, a cui corrisponde nella cultura Cristiana la nascita di Gesù.

Da ciò si arguisce che mentre la fase umana e profana diminuisce col diminuire della luce (periodo discendente o del Cancro), la fase Divina e spirituale si forma fino a raggiungere il suo apice nel segno del capricorno il 23 di Dicembre. Ovviamente ancora una volta nel semestre successivo le fasi si invertono per dare origine a quel ciclo meraviglioso che governa il mondo.

Gli equinozi che dividono a metà queste due fasi determinano una divisione a quadranti dell’anno solare.
La stessa divisione si riscontra nel ciclo lunare nelle quattro manifestazioni lunari e nelle due fasi:crescente e calante.

La legge quaternaria delle quattro manifestazioni e delle due fasi si ritrova ancora nel ciclo dei nostri bioritmi ed anche più in piccolo nel ciclo della giornata.

Nella giornata la metà ascendente è da mezzanotte a mezzogiorno mentre la metà discendente va da mezzogiorno a mezzanotte. La mezzanotte corrisponde al Nord, il mezzogiorno al sud, il mattino al levar del sole quindi all’est, ed il pomeriggio tramonto del sole quindi all’ ovest.

 Parallelamente a quanto riconosciuto nella tradizione esoterica, anche nella cultura Cristiana si festeggia la festa dei due Giovanni. Il nome di JAHANAN può significare misericordia di Dio quando viene imposto il battesimo, ma può significare anche lode a Dio, quando si testimonia il verbo del Dio fatto uomo.

E’ immediato quindi assumere che la misericordia di Dio scende sui Cristiani con il Battesimo di San Giovanni Battista (solstizio d’estate), mentre la lode a Dio di San Giovanni Evangelista è periodo Cristiano ascendente (solstizio d’inverno).

Le feste dei due Giovanni hanno sostituito le rispettive feste pagane e greche di GIANO BIFRONTE a cui riconduciamo gli stessi significati.

Questo che ho apportato è un chicco della melograna a Voi aggiungerne altri per completare il frutto.

G:. S:.

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1 Comment for this entry

  • Giovanni

    Mi congratulo per la bella tavola archittetonica e per la chiarezza e semplicita con cui vengono esposti
    gli argomenti. Mi e stato veramente di valido aiuto per la mia ricerca personale sull importanza dei soltizi ed equinozi.
    Con l impulso equinoziale del 21 marzo la luce sconfigera l oscurita che si sta ritirando.
    Con TFA . Giovanni
    . .

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